Cosa sono gli oli essenziali? E come si usano?

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Gli oli essenziali sono miscele complesse estratte da diversi tipi di piante. È la loro presenza che rende profumati i fiori e le piante stesse che, proprio per questo motivo, vengono definite “aromatiche”.

 

Gli oli essenziali costituiscono la vera essenza della pianta da cui derivano; essi possono trovarsi in diverse parti della pianta: nelle foglie, nei fiori, nel fusto, nelle radici, nei semi, nei frutti. Alcune piante hanno l'olio essenziale in tutte le sue parti come, ad esempio, l'arancio amaro .

Da questa pianta, infatti, è possibile ottenere diversi oli essenziali a seconda della parte della pianta che viene elaborata e così dalle foglie, dai rami e dai frutti acerbi, viene estratto l'olio essenziale cosiddetto petit-grain; dalla scorza l'olio di arancio; dai fiori, il pregiato olio essenziale Neroli.

Gli oli essenziali sono da sempre considerati sostanze pregiatissime. Catturare l’essenza aromatica delle piante e conservarne il profumo per utilizzarne il potente e straordinario effetto è un’arte conosciuta sin dall’antichità. Essi, infatti, venivano impiegati durante le cerimonie religiose, nella preparazione di unguenti e profumi, come rimedi officinali ed oggi sono diventati preziosi rimedi della moderna Aromaterapia.

Una volta estratti, gli oli essenziali si presentano come sostanze oleose, liquide volatili e profumate come la pianta aromatica da cui provengono. Sono elementi volatili, solubili in alcol e olio, ma non in acqua.

Possono essere particolarmente abbondanti in alcune famiglie di vegetali e la quantità di olio essenziale contenuta in una pianta dipende dalla specie, dal clima e dal tipo di terreno in cui è stata coltivata.

La loro presenza può essere riscontrata sotto forma di minuscole goccioline in varie parti della pianta come, ad esempio, nei petali dei fiori (lavanda, rosmarino, timo); all’interno dei fiori (camomilla, arancio, gelsomino, violetta); nelle foglie (eucalipto, verbena); nei frutti (anice, finocchio, pepe, ginepro, vaniglia); nella scorza di frutti (arancio, bergamotto, limone) o addirittura nelle radici (iris, zenzero).

Gli oli essenziali si usano in aromaterapia scienza strettamente collegata con la fitoterapia ovvero, la pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti vegetali per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere . In particolare, l'aromaterapia è la branca della fitoterapia che cura le malattie preservando la salute e il benessere psico-fisico, utilizzando le caratteristiche proprie degli oli essenziali estratti dalle piante.

In questo senso, l’aromaterapia può essere considerata una disciplina olistica, dal momento che considera e cura la persona nella sua interezza prendendo in considerazione gli aspetti emotivi, energetici e spirituali della salute e della guarigione contrapponendosi, in questo modo, all'approccio meccanicistico della medicina tradizionale, secondo la quale il corpo è visto come un insieme di diverse parti, curate separatamente l'una dall'altra.

L'aromaterapia, oggi, è diventata anche una pratica diffusa per creare in casa atmosfere rilassanti, purificanti e tonificanti. Attraverso l’inalazione, infatti, gli aromi possono essere usati anche come coadiuvanti per combattere diverse affezioni giacché, attraverso le stimolazioni olfattive, incidono direttamente sul sistema nervoso centrale dove si producono sostanze neurochimiche come la serotonina, le endorfine ecc.

MODALITÀ DI ESTRAZIONE DEGLI OLI ESSENZIALI

La tecnica di estrazione degli oli essenziali varia a seconda della pianta utilizzata e una procedura corretta è fondamentale per garantirne la massima qualità ed il miglior rendimento. I principali metodi per l’estrazione degli oli essenziali sono: la spremitura, la distillazione, la macerazione e l'estrazione con sostanze volatili.

La spremitura

La spremitura viene realizzata meccanicamente con apposite macchine e viene usata per gli oli essenziali di quelle piante ricche di essenze. Con questa tecnica si possono trattare i semi, le mandorle, il sesamo, la frutta, le scorze degli agrumi. Questa tecnica si esegue a freddo e non comprende alcun trattamento chimico.

La distillazione

La distillazione è il metodo più usato per ottenere gli oli essenziali da alcuni legni, erbe e fiori. Può essere realizzato in due modi: in acqua o in corrente di vapore. La distillazione in acqua consiste nel mettere acqua e pianta in una caldaia a freddo per poi riscaldare l'acqua, avendo l'accortezza che le piante non tocchino le pareti in modo da non farle bruciare. La distillazione in corrente a vapore, invece, viene utilizzata per l'estrazione degli oli essenziali dalle parti più resistenti delle piante, che tollerano maggiormente il calore, come legni, cortecce, resine e foglie.

In questo caso, si collocano le piante in un cestello posto sopra il vapore. Una volta raffreddato il tubo attraverso il quale passa il vapore, si lascia scorrere l'acqua che si trova in basso e si recupera l'olio essenziale che si deposita in alto. La pianta, infatti, rilascia l'essenza nel vapore convogliato verso una serie di stadi di raffreddamento successivi i quali provocano la liquefazione del vapore stesso. Normalmente, l'olio essenziale galleggia sulla superficie del distillato acquoso che è più leggero e quindi può essere separato facilmente.

La macerazione

La macerazione può essere fatta a caldo o a freddo. Si utilizza per tutti i fiori particolarmente delicati come le violette ed i gelsomini. Questa tecnica viene usata fin dall'antichità, ma oggi il metodo è molto più evoluto. Con la macerazione a freddo, si dispongono i fiori cosparsi di grasso che si impregnano del loro profumo.

Dopo tutto il processo si estrae l'olio tramite un passaggio in alcol. Con la macerazione a caldo, invece, il grasso viene mantenuto a una temperatura costante di circa 70°c che stimola gli oli essenziali contenuti nei fiori. Alla fine si procede all'estrazione con il passaggio in alcol. La miscela, dopo essere stata filtrata, è pronta per l'uso. L'olio così ottenuto conservato al buio e al chiuso si mantiene per mesi.

L'estrazione

L’estrazione viene fatta con solventi volatili e con anidride carbonica. L'estrazione con solventi volatili permette di estrarre tutto il profumo della pianta e viene utilizzato per le piante aromatiche pregiate, come la rosa e il gelsomino, con essenze che non resistono al calore. Consiste nel fare attraversare un solvente, che estrae l'essenza per poi rimuoverlo.

Questo tipo di estrazione permette di ottenere essenze con un elevato grado di concentrazione; il solvente rilascia una sostanza semisolida che contiene l'essenza e le cere estratte dai fiori. La cera è successivamente eliminata per vibrazione della sostanza in alcool.

Si mettono i fiori insieme al solvente volatile a temperatura ambiente in un evaporatore dal quale, alla fine, si ottiene una pasta semisolida che, mediante un passaggio in alcol, rilascia tutta l'essenza pura.

L'estrazione realizzata con anidride carbonica, invece, serve per i fiori e le piante molto delicate. L'olio viene estratto tramite basse temperature ma ad alta pressione con relativa velocità. Questo metodo è molto costoso.

Le informazioni sopra riportate hanno solo carattere informativo e divulgativo