EcoDizionario

"l'ecodizionario” è il riferimento che BellieNaturali mette a disposizione dei consumatori che ambiscono maggiore consapevolezza, per formulatori cosmetologici alle prime armi ed aziende che si avvicinano al naturale ed al sostenibile. E' uno strumento online che permette di  valutarne gli aspetti eco-bio dei prodotti e di avere una consapevole comprensione degli INGREDIENTI descritti nelle etichette.

Le informazioni a seguito riportate hanno solo carattere informativo e divulgativo

Tensioattivi anfoteri: Sono a carica positiva e negativa, con caratteristiche intermedie tra i non ionici e anionici. Attenuano l'aggressività dei tensioattivi anionici per questo nei cosmetici vengono usati insieme a SLS e SLES.Si comportano, a seconda dell'acidità della soluzione, da acidi o basi.Alcuni esempio sono la dodecil-betaina e gli acidi amminocarbossilici

Tensioattivi anionici: sono sali costituiti da lunghe catene di atomi di carbonio, terminanti con un gruppo carbossilato o solfonato.Sono quelli che si trovano in maggiore quantità nei detersivi a buon mercato. Costituiti da esteri carbossilici, solforici ed alchil solforici, fosforici, lattici, citrici. Alcuni sono difficilmente biodegradabile altri più facilmente biodegradabile, hanno una carica negativa. I più comuni sono SLES (sodium laureth sulfate o Sodio lauril etere solfato con una forte componente petrolchimica) e SLS (Sodium lauryl sulfate).Nelle determinazioni analitiche, i tensioattivi anionici sono generalmente indicati con l'acronimo MBAS (Methylen Blue Active Subtances) perché il blu di metilene non consente di distinguere tra i vari tipi di tensioattivi anionici: alchilbenzensolfonati ABS, a catena alchilica lineare (LAS), alcani lineari solfonati ecc.

Tensioattivi Cationici: Sono sali di ammonio quaternario dotati di azione umettante e batteriostatica. Utilizzati per realizzare ammorbidenti e balsami per capelli.Hanno carica positiva.
Alcuni tensidi cationici, inoltre, hanno un elevato potere antimicrobico che deriva dalla possibilità di fissarsi, grazie alla loro carica positiva, alle membrane delle cellule batteriche, determinandone la rottura.
Da ricordare che i tensioattivi cationici possono causare delle irritazioni e che sono incompatibili con i tensioattivi anionici con i quali formano sali insolubili in acqua. I più noti tensioattivi cationici sono il benzalconio cloruro e il cetiltrimetil ammonio bromuro.

Tensioattivi non ionici: Sono alcoli a lunga catena, come i derivati poliossietilenici degli acidi grassi o gli APG (alchil-poli-glucosidi).Nelle determinazioni analitiche i tensioattivi non ionici sono generalmente indicati con l'acronimo BiAS (Bismute Active Subtances).Sono poco schiumosi e lavano a basse temperature. Possono essere di orifine petrolchimico o vegetali. Il Triton X-100 è utilizzato come riferimento e standard per la titolazione.

Tensioattivo etossilato non è altro che un tensioattivo di origine naturale cui in modo artificiale è stata aggiunta una parte di origine petrolchimica,(dal 30% al 70%) per renderne la lavorazione più semplice e ridurre i costi. Viene usato nei prodotti cosmetici e nei prodotti per la pulizia di superficie ed indumenti.Lavora come agenti espandente, umettante, emulsionante e si dovrebbe cercare di evitare. Si trova con molti nomi tra cui: PEG,Polietilene, Polietilene glicole, Poliossietilene.Quando queste sostanze chimiche sono in procinto di essere fabbricate, un pericoloso sottoprodotto viene prodotto ed in genere si mezcolano. Il sottoprodotto è una sostanza chimica chiamata 1,4-diossano.Questo è un cancerogeno ben noto e pericoloso.L’eccessiva esposizione durante la cura quotidiana può causare irritazione cutanea significativa, agisce come sedativo del sistema nervoso centrale, può causare irritazione degli occhi e delle mucose, vertigini e mal di testa, danni ai reni e al fegato. La  fatica è anche segno di sovraesposizione. 

Tensioattivo non etossilato è quello senza alcuna parte petrolchimica. Si riconosce perché nella sua formula si trova: il suffisso "yl" ad esempio : Sodium cocoyl sulfate o "ato" ad esempio Cocoato di Potassio.
La natura crea solo gruppi pari di atomi di carbonio, ad esempio: Sodium C12-C16 sulfate.

Ha proprietà diaforetiche (provocano la sudorazione) e antispasmodiche, calma la tosse, sciolge il catarro delle vie respiratorie.

Ricca di olio essenziale, resina, tannini; è balsamico, anticatarrale, antisettico, stimolante, tonico del sistema digestivo, antibiotico.

Estratti idroalcolici di materiale vegetale fresco od essiccato.

Sono preparati che sfruttano l'effetto solvente dell'acqua calda o fredda. Esse vengono preparate a partire da miscugli di droghe, realizzati allo scopo di potenziare l'effetto terapeutico della soluzione finale, attraverso un sinergismo di potenziamento ricavato dalla concomitante presenza di principi attivi di natura diversa. La composizione di una tisana risponde a dei canoni ben precisi, poiché essa deve sempre comprendere alcuni ingredienti fondamentali, a ognuno dei quali compete una funzione specifica. In particolare la tisana comprende il rimedio di base rappresentato da due o tre droghe, i cui principi attivi sono specifici per il disturbo che si intende trattare e l'adiuvante che è solitamente una droga che contiene sostanze capaci di rinforzare, per sinergia, l'azione farmacodinamica del rimedio di base.Accanto al rimedio di base e all'adiuvante, che sono gli ingredienti irrinunciabili di ogni tisana, possiamo anche trovare: Il complemento : è una droga che viene aggiunta al miscuglio per conferire ad esso un aspetto piacevole o una tessitura gradevole. I correttori : sono una o piú droghe aromatiche, che vengono aggiunte al miscuglio allo scopo di migliorare le caratteristiche organolettiche (sapore e odore) della tisana. I procedimenti per la preparazione della tisana sono principalmente tre:Decotto, infuso e macerato.